Il CIL/CWI continua a costruire una grande internazionale socialista!

Il colpo di mano burocratico non impedirà alla maggioranza del CIL/CWI di costruire una grande internazionale rivoluzionaria socialista

Una minoranza del Comitato per un’Internazionale dei Lavoratori: CIL/CWI ha forzato burocraticamente una sfortunata e dannosa scissione nella più grande e influente organizzazione socialista rivoluzionaria del mondo il CIL/CWI.

Coloro che seguono il CIL/CWI, nelle sue pubblicazioni e nelle attività, sono certamente consapevoli degli importanti dibattiti che hanno avuto luogo nel nostro movimento internazionale negli ultimi 7 mesi.

Questi dibattiti sono emersi in una complessa situazione mondiale, con il capitalismo che dimostra ampiamente la sua natura parassitaria sia dal punto di vista sociale che ecologico  mentre le sue istituzioni sono ampiamente screditate. Contemporaneamente la maggior parte delle organizzazioni dei lavoratori e della sinistra e i loro dirigenti a livello internazionale non sono stati all’altezza della sfida. Di conseguenza, il movimento operaio, in generale, non ha ancora modificato in modo decisivo gli avvenimenti.

Iniziative audaci o conservatorismo nel pensiero e nell’azione
D’altra parte, le condizioni di vita di un gran numero di lavoratori, giovani, donne, migranti e altri strati della società hanno messo in azione milioni di persone. Nel caso di movimenti di massa contro forme specifiche di oppressione, questi sono stati spesso contrassegnati dalla confusione ideologica e da vari gradi di influenza dell’ideologia borghese e piccolo borghese. La maggior parte del CIL/CWI e dei suoi sostenitori ritiene che il modo migliore per aiutare a superare questa confusione sia partecipare in questi movimenti come la componente più dinamica e programmaticamente più chiara. In questo modo sarà possibile tracciare chiaramente un solco tra il nostro approccio, quello della classe lavoratrice, e quello dei nostri avversari.

L’ex direzione quotidiana del CIL/CWI ha effettuato un colpo di mano burocratico nell’organizzazione (si tratta della maggioranza del Segretariato Internazionale e della frazione di minoranza che si è raccolta attorno ad essa), ha mostrato una mancanza di fiducia riguardo all’intervento in questi movimenti. Hanno sottolineato la paura che la nostra appartenenza di classe potesse venir compromessa dalle politiche identitarie della piccola borghesia e da altre forme di “idee aliene” presenti in questi movimenti e hanno preferito, per usare le loro stesse parole, “scavare” e attendere eventi all’interno del movimento operaio tradizionale.

Hanno attaccato le nostre sezioni in Irlanda e negli Stati Uniti, che hanno condotto con successo lotte di massa di lavoratori, di donne e giovani, ottenendo vittorie mentre innalzavano lo bandiera del socialismo rivoluzionario in modo corretto e  flessibile, ci hanno accusato di “aver capitolato di fronte alle politiche identitarie piccolo borghesi”. La maggioranza ritiene che, lungi dal proteggere il principio socialista nella classe operaia, un simile atteggiamento lascerebbe i nostri membri impreparati e le influenze piccolo-borghesi sarebbero incontestate in alcune delle più importanti mobilitazioni di massa della nostra epoca. Inoltre, questi movimenti sono stati spesso caratterizzati anche da una forte partecipazione della classe lavoratrice, e si esprimono sempre di più nell’azione di sciopero della classe operaia, ad esempio con azioni industriali contro il sessismo, che si svolgono in tutto il mondo dagli Stati Uniti al Sudafrica.

Questi movimenti di massa assumono forme inedite e  innovative; in tutto il mondo si esprimono spesso, ma non sempre, al di fuori delle strutture formali del movimento operaio ufficiale. I marxisti che intervengono energicamente in questi movimenti con una prospettiva socialista e di classe sono stati denunciati dalla fazione di minoranza del CIL/CWI raccolta attorno al Segretariato Internazionale come  compagni che hanno “voltato le spalle ai sindacati”. Al contrario, le forze della maggioranza del CIL/CWI mantengono un orientamento strategico, ma flessibile verso i sindacati, dove abbiamo ottenuto vittorie cruciali nella lotte. A volte queste vittorie si sono tradotte nella conquista di importanti posizioni di vertice nella direzione di sindacati di vari paesi.


Tradizioni democratiche
Avere dibattiti in modo democratico ha sempre fatto parte delle ricche tradizioni del CIL/CWI. In passato abbiamo avuto importanti dibattiti sull’Unione Europea e sull’introduzione dell’euro, sul carattere di alcuni partiti populisti di destra, sulla natura di classe del regime cinese e su molte altre questioni. Riteniamo che tali dibattiti e scambi abbiano rafforzato la comprensione politica di tutti i partecipanti.

Basata sulle tradizioni rivoluzionarie del movimento operaio rivoluzionario il CIL/CWI ha nella sua costituzione e in quella dei suoi partiti membri una serie di garanzie che proteggono l’intera organizzazione da possibili comportamenti non democratici da parte della sua direzione. Tutte le cariche e le posizioni principali sono elette e soggette a revoca, nessuna posizione eletta fornisce alcun guadagno materiale e ogni tre anni un Congresso mondiale composto da delegazioni elette dalle sezioni nazionali elegge un Comitato Esecutivo Internazionale (CEI). Il CEI guida iI CIL/CWI tra i congressi mondiali ed elegge un Segretariato Internazionale (SI) che assume le funzioni di direzione quotidiana. Nessuna sezione nazionale o combinazione di poche sezioni da sola può essere sufficientemente rappresentata per dominare un Congresso Mondiale. Se un terzo dei membri del CEI richiede l’organizzazione di un Comitato Esecutivo Internazionale, il SI ha l’obbligo statutario di convocarlo. I revisori dei conti sono anche loro eletti al Congresso mondiale per verificare lo stato delle finanze dell’organizzazione.

Ma per quanto democratiche possano essere le regole e gli statuti, in un’organizzazione marxista riteniamo che la principale garanzia di una sana democrazia non siano le regole, ma l’esistenza di una base attiva e critica di lavoratori e giovani pronti a valutare l’operato dei dirigenti e dotata di una comprensione e un’educazione politica che consente la piena partecipazione di tutti gli iscritti a tutte le discussioni chiave.

Il CIL/CWI, come qualsiasi altra organizzazione, non è immune da alcun fenomeno presente nella società, inclusa la crescita di strati conservatori e lo sviluppo di elementi di un funzionamento burocratico al suo interno. Nei nostri 45 anni di esistenza abbiamo dovuto combattere questi fenomeni a vari livelli e soprattutto siamo stati in grado di correggerli senza troppi danni. Tuttavia, a volte questa necessità ha richiesto l’intervento consapevole dei membri di base contro una direzione centrale degenerata per salvaguardare il programma. Questo è accaduto ad esempio quando la grande maggioranza del CIL/CWI si è ribellata alla direzione di Ted Grant nel 1992, e sfortunatamente è accaduta la stessa cosa contro la direzione costruita attorno a Peter Taaffe quest’anno. Detto questo, le violazioni burocratiche dei nostri statuti democratici non ci hanno mai impedito di continuare a costruire le nostre sezioni e la nostra Internazionale.

La maggioranza del CIL/CWI è unita e intatta in 35 paesi in tutto il mondo. Continueremo a lottare per un mondo socialista. Nel prossimo periodo forniremo ulteriori informazioni e analisi del nostro dibattito interno e di questa crisi anche attraverso la pubblicazione dei principali documenti interni della discussione.

Un colpo di mano burocratico
A metà strada di un periodo concordato di discussione e dibattito politico, un gruppo di minoranza, basato sulla maggioranza del SI e sulla direzione del Partito Socialista di Inghilterra e Galles, ha dichiarato in un articolo su socialistworld.net (un preziosa risorsa rubata alla maggior parte dei membri del CIL/CWI) di aver preso la decisione, in una conferenza tenutasi il 25 luglio  “di rifondare il Comitato per un’Internazionale dei Lavoratori” e “convocare un congresso mondiale nel 2020 con le sezioni e i gruppi che difendono il programma del CIL/CWI ”.

Ciò significa  che stanno fondando una nuova organizzazione aperta solo alla minoranza che difende la loro direzione. Si tratta di una decisione presa al di fuori delle strutture democratiche esistenti nell’Internazionale. In realtà questa decisione è una mossa burocratica senza legittimità politica o organizzativa.

Nel processo di rottura dalla nostra internazionale, questo gruppo si è anche appropriato, contro la chiara volontà della maggior parte delle sue sezioni e dei suoi membri, di tutto il nostro materiale collettivo, delle risorse finanziarie e politiche del CIL/CWI, (del suo sito internet internazionale e della maggior parte degli account sui social media). Su 45 paesi in cui il CWI è organizzato in sezioni nazionali, questo gruppo detiene la maggioranza in sole sette sezioni.

Il colpo di stato burocratico rappresentato dalle loro azioni equivale a una netta rottura con intere sezioni nazionali e membri del CIL/CWI in Austria, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Hong Kong, Israele / Palestina, Irlanda, Italia, Costa d’Avorio, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Quebec, Romania, Russia, Stato Spagnolo, Sudan, Svezia, Taiwan, Turchia, Tunisia e Stati Uniti dal CWI, nonché con la  maggioranza dei membri di Germania e Sudafrica che si oppongono ai loro piani.

Inoltre, in Inghilterra e Galles, oltre 100 membri, che rappresentano la maggioranza degli attivisti in oltre una dozzina di città chiave, sono stati espulsi dal Socialist Party per aver sostenuto la maggioranza del CIL/CWI e sono stati costretti a iniziare la ricostruzione delle nostre forze lì. Un congresso speciale del Socialist Party del 21 luglio scorso ha approvato una risoluzione in cui si afferma che i sostenitori della maggioranza dell’Internazionale hanno agito al di fuori del  Socialist Party, e sono stati salutati con un “addio” dalla direzione del partito durante il Congresso.


Una degenerazione burocratica accelerata
Nel novembre 2018, la maggioranza del Segretariato Internazionale (un organismo di spicco eletto dal Comitato Esecutivo Internazionale), trovandosi in una minoranza nell’organismo che lo ha eletto, ha lanciato con furia una propria fazione. Iniziando con una campagna di distorsioni e di denunce settarie contro il Socialist Party Irlandese, la fazione ha costruito una narrazione politica che accusava la maggioranza del CIL/CWI di aver infranto i principi fondamentali del socialismo e del marxismo – in particolare, l’orientamento verso la classe operaia come la forza centrale per guidare la trasformazione socialista della società.

Alla riunione del CEI, nel novembre 2018, la maggioranza del SI ha perso il voto e ha lanciato una fazione di minoranza nel CIL/CWI (chiamata “In difesa di un CIL/CWI trotskista e della classe operaia”). Subito dopo, la maggioranza del SI ha iniziato ad ignorare la legittimità democratica e politica dell’organismo che l’ha eletto. Il CEI aveva concordato all’unanimità di avviare un dibattito politico lungo un anno sulle questioni politiche fondamentali che la fazione di minoranza ha messo sul tavolo. Era previsto che il CEI si riunisse nuovamente nell’agosto 2019 per organizzare un Congresso mondiale – il più alto organismo decisionale composto da delegati provenienti da sezioni nazionali – nel gennaio 2020.

La maggioranza del SI ha immediatamente cercato di silurare questo accordo, boicottando il Comitato Organizzatore del Congresso, eletto per sorvegliare il dibattito. Hanno quindi dichiarato che le strutture democratiche del CIL/CWI erano illegittime, a causa dell’esistenza di “differenze politiche fondamentali“. Ciò equivale a rifiutare qualsiasi confronto e qualsiasi responsabilità nei confronti dell’organismo che li ha eletti.

Le procedure democratiche di un’organizzazione della classe operaia, che sono particolarmente importanti in momenti di dibattito e disaccordo, sono state completamente eliminate. La maggioranza dell’SI ha dichiarato esplicitamente di non poter partecipare a nessuna riunione nella quale avrebbero rischiato di essere revocati (cosa che hanno descritto come “cambiamento di regime”). La stragrande maggioranza del CIL/CWI che ha difeso il principio fondamentale della democrazia nella classe operaia, è stata accusata di essere composta da “feticisti costituzionali”.

La maggioranza del SI, in possesso di centinaia di migliaia di dollari di denaro dei membri del CIL/CWI, ha anche ostacolato l’accesso ai conti da parte di un revisore dei conti eletto allo scorso Congresso Mondiale. Il rifiuto di permettere al revisore di fare il suo lavoro faceva parte degli evidenti preparativi di scappare con tutti i soldi, come è avvenuto.

La decisione orwelliana di “rifondare” un’organizzazione, contro la volontà delle sue strutture democratiche, equivale a un colpo di mano burocratico. Il sequestro dei beni collettivi della nostra organizzazione è particolarmente odioso. Ogni gruppo di iscritti ha ovviamente il diritto di separarsi dal CIL/CWI e di costituire un’entità separata, ma qualsiasi organizzazione nata sulla base di tali metodi sarà contrassegnata dal discredito e dalla sfiducia nel movimento dei lavoratori.

Questo approccio burocratico rappresenta una rottura completa della cultura democratica e di discussione che è finora esistita. Fino a poco fa, la nostra organizzazione ha avuto una direzione fiduciosa e in grado di difendere le proprie idee senza dover ricorrere a misure burocratiche come quelle intraprese in questi giorni.

Il CWI continua
Questa divisione settaria e burocratica del CIL/CWI è riuscita a disorientare e far deragliare molti combattenti onesti della classe operaia. Si tratta di una grave battuta d’arresto per il CIL/CWI. Ma come dice il proverbio: non piangere, ma organizzarsi!

Oltre alle azioni criminali di una direzione burocratica degenerata, questa crisi per la nostra organizzazione ha mostrato che il CIL/CWI è un’organizzazione sana e vivente in cui la maggioranza è stata in grado di opporsi alla degenerazione burocratica. La maggioranza è riuscita a mantenere l’unità della stragrande maggioranza delle nostre sezioni scontrandosi in questo modo con la direzione dell’organizzazione.

La maggioranza CWI è unita, intatta e mantiene una significativa capacità di combattimento in oltre 30 paesi in tutto il mondo! Siamo determinati a discutere per trarre collettivamente tutte le lezioni dalla crisi che abbiamo attraversato, per costruire un partito mondiale giovane, democratico e potente dedicato alla lotta per la rivoluzione socialista. In questo preciso momento, stiamo intervenendo negli eventi esplosivi di Porto Rico, Hong Kong, Sudan e altrove.

Presto lanceremo un sito Web internazionale e altre pubblicazioni.
Chiediamo a tutti i membri del CIL/CWI e a tutti i lavoratori e ai giovani di tutti i paesi del mondo di discutere e di unirsi a noi!

Comitato provvisorio della maggioranza del CEI del CIL/CWI

Stephen Boyd
Eric Byl
Danny Byrne
Tom Crean
Andre Ferrari
Cedric Gerome
Sonja Grusch
Vincent Kolo
Claire Laker-Mansfield
Andros Payiatsos
Per-Åke Westerlund