In difesa del marxismo

Nell’anniversario del vile omicidio di Leon Trotsky pubblichiamo una nuova introduzione al testo “In difesa del Marxismo” scritto dal rivoluzionario russo poco prima di essere assassinato.

In difesa del Marxismo di Leon Trotsky è un libro che ogni marxista deve studiare. È una raccolta di lettere e documenti riferiti ad un acceso dibattito all’interno del Partito Socialista dei Lavoratori negli Stati Uniti nel periodo 1939-40.

È un libro molto ricco, contiene insegnamenti sull’applicazione della teoria marxista in un mondo in rapido cambiamento: era l’epoca dello stalinismo al potere in Unione Sovietica, del fascismo al potere in Italia e in Germania e della seconda guerra mondiale. Parallelamente, questo scritto tratta della costruzione del partito rivoluzionario dell’orientamento verso la classe operaia, della democrazia del partito e dell’internazionalismo. Una cosa è evidente in tutto il libro, Trotsky non era un marxista che ripeteva solo vecchie formule e non aveva paura di ammettere i suoi errori.

La seconda guerra mondiale ovviamente fu una prova per ogni organizzazione e per ogni individuo. I politici borghesi a livello internazionale avevano già capitolato al fascismo che era apparso come l’unico vero strumento per schiacciare la classe lavoratrice e per ottenere una vendetta contro la rivoluzione russa.

Nell’agosto 1939, poco prima dello scoppio della guerra, i lavoratori e tutti i militanti di sinistra rimasero sbalorditi dall’annuncio del patto tra Hitler e Stalin, il patto Molotov-Ribbentrop. Fu una mossa disperata di Stalin, che non era riuscito a ottenere un’alleanza con la Francia e la Gran Bretagna per evitare un attacco da parte della Germania nazista. Quando arrivò l’inevitabile assalto militare della Germania nazista nel giugno del 1941, Stalin inizialmente non credette alla notizia.

Il patto cambiò completamente la propaganda dell’Internazionale comunista che si concentrò sulle critiche all’imperialismo britannico e francese anziché verso la Germania nazista. Militarmente, il patto comprendeva una parte segreta che prevedeva la spartizione della Polonia. La Polonia venne invasa dall’esercito tedesco il 1 ° settembre, due settimane dopo l’Unione Sovietica invase anche lei il paese. Successivamente le truppe sovietiche attaccarono gli stati baltici e la Finlandia.

A seguito di questi eventi, una parte del Partito socialista operaio, l’SWP trotskista negli Stati Uniti, incluso un settore di direzione, modificò la propria posizione sul carattere dell’Unione Sovietica. Si arresero a una forte pressione dell’opinione democratica borghese nei media e nei “circoli di sinistra” per equiparare la dittatura stalinista in Unione Sovietica con quella di Hitler in Germania.

Compiendo questi passi, l’opposizione sviluppatasi nel SWP ha rapidamente abbandonato anche la teoria marxista e la battaglia per un partito rivoluzionario. In difesa del Marxismo dovrebbe essere studiato attentamente, non soltanto letto, per capire la necessità di combinare una solida analisi a dei principi teorici saldi.


Cos’è stato lo stalinismo?

Lenin e Trotsky sono stati i principali dirigenti della rivoluzione russa nel 1917, hanno assicurato che la classe operaia, con il sostegno dei contadini conquistasse il potere per la prima volta nella storia. Sono stati anche i primi a riconoscere le debolezze e i pericoli che dovette affrontare il nuovo stato, specialmente quando si trovò isolato a seguito della sconfitta delle rivoluzioni in Germania e in altri paesi.

L’isolamento dell’Unione Sovietica portò allo sviluppo di una burocrazia, con a capo Stalin. L’obiettivo di questa burocrazia fu la difesa dello status quo e il raggiungimento della “stabilità” interna. Oltre a ciò, la burocrazia sovietica era intenzionata a mantenere ad ogni costo i suoi privilegi e il suo potere. Stalin, che non aveva svolto un ruolo di primo piano nel 1917, fu quindi incapace di dare consigli corretti per il successo della rivoluzione tedesca nel 1923 e di quella cinese del 1925-27, che furono entrambe sconfitte.

Negli anni 1920, la burocrazia rappresentò un freno allo sviluppo delle rivoluzioni, questa situazione si aggravò negli anni ’30, in particolar modo in Spagna nel 1936-39.

In Unione Sovietica, la burocrazia sovietica condusse una vera e propria guerra civile contro tutto quello che restava del partito bolscevico che aveva portato la classe operai al potere nel 1917. Il regime stalinista usò purghe, processi ed esecuzioni contro ogni forma di opposizione interna in particolar modo contro i veri marxisti e gli elementi rivoluzionari.

Durante il processo che portò lo stalinismo al potere, Trotskij pose molte volte la questione del “termidoro”, riferendosi alla controrivoluzione in Francia del 1794. Inizialmente, Trotsky credeva che il termidoro in Russia avrebbe significato la distruzione dello stato operaio. All’inizio degli anni ’30, tuttavia, si rese conto che questa visione era sbagliata. Il termidoro era una controrivoluzione politica, non sociale. In Francia, il termidoro significò il passaggio ad un regime controrivoluzionario che mantenne tuttavia il nuovo sistema economico capitalista-borghese che la rivoluzione aveva istituito.

Un’economia capitalista può basarsi su regimi politici molto diversi che vanno dal fascismo alla democrazia borghese. In Russia, la vittoria di Stalin sancì la vittoria di una controrivoluzione politica. Questa controrivoluzione non portò alla restaurazione del capitalismo e al rovesciamento dell’economia pianificata. Tuttavia, la dittatura burocratica sostituì il dominio dei lavoratori nel corso di una sanguinosa battaglia contro l’avanguardia della classe lavoratrice. Questo sviluppo emanava dall’arretratezza e dall’isolamento della Russia in un contesto mondiale dominato dall’aggressività dell’imperialismo.


La conclusione di Trotsky fu che la Russia era diventata uno stato operaio degenerato. Uno stato basato sulla proprietà statale dei mezzi di produzione, su un’economia pianificata e sull’abolizione del capitalismo.

Su questa base, la Quarta Internazionale, fondata da Trotsky, rappresentava la difesa incondizionata dell’Unione Sovietica, senza alcuna forma di sostegno alla burocrazia stalinista, di fronte all’aggressività degli imperialisti. Il programma della Quarta Internazionale e delle sue sezioni prevedeva una rivoluzione politica per ristabilire il dominio dei lavoratori sull’economia pianificata e per costruire una società socialista che avrebbe continuato ad approfondire le vittorie della rivoluzione del 1917, che furono tutte abolite dallo stalinismo. In una lettera a Max Shachtman, Trotsky sottolineava come “le idee della burocrazia sono ormai quasi l’opposto delle idee della Rivoluzione d’Ottobre“.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, l’opposizione di minoranza emersa all’interno del SWP cambiò posizione, sostenendo che l’attacco alla Finlandia e il patto con Hitler avevano sostanzialmente modificato il carattere dell’Unione Sovietica.

Trotsky, che aveva ricevuto asilo in Messico e non era autorizzato ad entrare negli Stati Uniti, è intervenuto in questo dibattito chiedendosi come i marxisti dovessero descrivere l’Unione Sovietica.
Per alcuni la risposto era che la nuova burocrazia sovietica aveva dato vita ad una nuova classe, per altri  l’Unione Sovietica era diventata un regime a capitalismo di stato. Altri ancora sostennero che il fascismo in Europa, il New Deal negli Stati Uniti e lo stalinismo erano forme diverse di dittature statali burocratiche. Difendendo questa posizione hanno dimostrato di non comprendere la distinzione tra rivoluzione e controrivoluzione. Il fascismo, come strumento del capitale finanziario, ovviamente non ha espropriato i capitalisti.

Trotsky mostrò che la burocrazia stalinista era un fenomeno temporaneo privo di una precisa missione storica. La forte crescita economica dell’Unione Sovietica non era dovuta alla burocrazia, ma ai risultati dell’economia pianificata e dell’introduzione di nuove tecniche produttive. La burocrazia sovietica era in realtà un freno allo sviluppo dell’economia pianificata.

Lo stalinismo è stato un regime totalitario, ma non si è trattato di un regime stabile. 50 anni prima del suo crollo, il processo fu ritardato a causa della guerra, Trotsky predisse le conseguenze negative del crollo dello stalinismo e del ripristino del capitalismo a livello mondiale:  indebolimento del proletariato mondiale e rafforzamento dell’imperialismo.

Su questa base, Trotsky difendeva la prospettiva della difesa dell’Unione Sovietica, nonostante le politiche di Mosca che “mantengono completamente il loro carattere reazionario” di  “principale ostacolo alla rivoluzione mondiale”.

L’opposizione nel SWP propose invece che il partito adottasse una posizione politica a sostegno di una “rivoluzione contro Hitler e Stalin“, visto che i loro rispettivi eserciti si erano divisi la Polonia.

Nel rispondere a queste argomentazioni, Trotsky ha spiegato quale fosse la reale situazione in Polonia. Nella Polonia occidentale, i rivoluzionari, gli ebrei e i democratici stavano fuggendo dall’esercito tedesco. Nella parte orientale, Trotsky predisse che l’invasione dell’Armata Rossa sarebbe stata seguita dall’espropriazione di terre e fabbriche. Questo è stato confermato dai media capitalisti e persino dai giornali menscevichi in esilio che facevano riferimento ad una “ondata rivoluzionaria” nella Polonia orientale.

Trotsky avvertì che Hitler avrebbe rivolto le sue armi contro l’Unione Sovietica, per stabilire un regime fascista e ripristinare la proprietà privata capitalista. Di fronte all’attacco di Hitler, il compito più urgente sarebbe stato quello di sconfiggere le sue truppe.

Quale posizione dovevano difendere i marxisti di fronte all’avanzata dell’Armata Rossa? La “preoccupazione principale per noi“, scrisse Trotsky, “non è il cambiamento nelle relazioni di proprietà, benché progressivo, ma lo sviluppo della coscienza del proletariato mondiale. La Quarta Internazionale è contro l’annessione ed il sequestro di nuovi territori, contro i “missionari con le baionette”. Per avere successo, una rivoluzione deve avere una solida base nella classe lavoratrice e nelle masse povere”. Laddove l’invasione era già avvenuta, Trotsky sosteneva l’espropriazione da parte della classe lavoratrice dei capitalisti e dei proprietari terrieri.

In questo dibattito, Trotsky ha portato avanti una dura polemica politica sottolineando però il bisogno di unità. Sottolineava come i membri e i leader del SWP avessero, fino a quel momento, concordato con lui sulle questioni cruciali legate al carattere dell’Unione Sovietica.

Il dibattito era necessario, ma sarebbe stata una “mostruosa assurdità dividersi i compagni“, scrisse inoltre, “sarebbe pregiudizievole, se non fatale, collegare la lotta ideologica con la prospettiva di una scissione, di una purga, di un’espulsione“.

Era a favore di censurare o inviare un grave avvertimento se qualcuno della maggioranza avesse messo in atto tali minacce. Nel caso contrario, “l’autorità della direzione sarebbe compromessa“.

Trotsky propose un metodo di conduzione del dibattito. Entrambe le parti dovevano rifiutarsi di minacciare gli avversari e, se ci fossero state minacce, avrebbe dovuto esserci un’indagine da parte del Comitato Nazionale o da parte di una commissione speciale. Doveva esserci una leale collaborazione da entrambe le parti. James P. Cannon, che era vicino a Trotsky, accettò queste proposte e fece adottare questa posizione nella direzione del partito.

Ovviamente Trotsky aveva alle spalle una lunga esperienza di dibattiti nella socialdemocrazia russa e tra i bolscevichi: “se anche dovessero emergere posizioni inconciliabili, questo significherebbe non un “disastro”, ma la necessità di combattere la lotta politica fino alla fine“.

Nel consigliare Max Shachtman, un membro di spicco della direzione, Trotsky propose nuovi studi, per sollevare la questione di fronte alla direzione senza cercare immediatamente una posizione fissa.

Trotsky e la maggior parte del SWP hanno caratterizzato il nuovo gruppo di minoranza come un’opposizione piccolo-borghese. Cosa significa?

Invece di sviluppare le loro posizioni e le loro analisi, l’opposizione stava diffondendo “episodi e aneddoti all’interno del partito“, cercando di trovare errori e difetti nei confronti dei singoli dirigenti. All’interno del partito si comportavano come una cricca.

Trotsky sottolineò alcuni tratti caratteristici di questa minoranza. Una totale mancanza di rispetto per le tradizioni della propria organizzazione e un atteggiamento sdegnoso nei confronti della teoria. Questo era in particolare il caso di James Burnham, un professore di filosofia (di 34 anni) che si era unito al partito nel 1935 e al quale era stato assegnato l’incarico di direttore della rivista teorica del partito.

Burnham era contrario al materialismo dialettico, la filosofia del marxismo che paragonava ad una religione. Questa posizione non veniva combattuta dagli altri leader della minoranza. Già prima del dibattito, nel gennaio del 1939, Trotsky aveva criticato Schachtman per un articolo che aveva scritto insieme a Burnham intitolato Uno di noi per la dialettica, uno contro. L’articolo conteneva una critica di ex marxisti, come Max Eastman, che si erano già ribellati al socialismo perché non potevano sopportare la pressione nella società contro di loro.

Trotsky avvertì che non discutere la posizione di Burnham sulla dialettica era un grosso errore. La difesa del materialismo dialettico in questo libro contiene la migliore spiegazione della filosofia marxista contenuta in tutte le opere marxiste. Il materialismo dialettico spiega che tutto nella società e nella natura cambia continuamente, in un processo articolato che si sviluppa attraverso contraddizioni, con cambiamenti della quantità alla qualità e balzi improvvisi. Politicamente, il materialismo dialettico spiega le leggi generali per lo sviluppo della società e la lotta di classe.

Invece, l’opposizione, sotto la forte influenza di Burnham, usava astrazioni fisse. Avevano concluso che l’Unione Sovietica non era più uno stato operaio, ma non poteva spiegare quando fosse avvenuto il cambiato della quantità in qualità. Quando e come erano avvenuti questi processi di trasformazione? All’opposizione mancavano sia la teoria che l’analisi concreta.

Burnham sottolineava anche la sua “indipendenza personale“, non essendo pronto a diventare un funzionario di partito, in una situazione in cui i funzionari erano assolutamente necessari per costruire il partito. Questa sua opposizione dimostrava la sua assoluta mancanza di comprensione del centralismo rivoluzionario.

Gli altri tratti della piccola opposizione borghese erano il nervosismo politico e l’abitudine di saltare da una posizione politica all’altra, inclusa una scelta assai leggera dei propri alleati nelle lotte di fazione.

Nel fornire una descrizione generale di come si fosse sviluppato il dibattito, Trotsky ha scritto: “L’opposizione ha lanciato una dura lotta tra fazioni che ora sta paralizzando il partito in un momento molto critico. Affinché una simile lotta possa essere giustificata e non condannata senza pietà, sarebbero necessarie basi molto serie e profonde. Per i marxisti tali fondamenti possono avere solo un carattere di classe.

Era chiaro che la minoranza iniziò una feroce lotta tra fazioni senza una base politica seria. La maggioranza sostenne il programma e le prospettive della Quarta Internazionale. Era una posizione della classe operaia, rispetto ad una posizione piccolo borghese che si stava allontanando sempre di più dal socialismo rivoluzionario. Trotsky non scoprì questa tendenza piccolo-borghese nel 1939, infatti in più occasioni aveva, negli anni precedenti,  lanciato avvertimenti.

Ad esempio, quando Shachtman tre anni prima sosteneva la prospettiva che il Partito Socialista negli Stati Uniti (un partito più ampio nel quale lavoravano i trotskisti e da cui erano stati espulsi nel 1937) si stesse trasformando in un partito rivoluzionario.

Nonostante queste diverse analisi, Trotsky sostenne l’unità in contrasto ad esempio con Martin Abern, un leader dell’opposizione, che ha usato la minaccia della scissione per spaventare i membri. 

Solo poche settimane prima della divisione della minoranza, nell’aprile del 1940, Trotskij sottolineava la necessità della difesa dei diritti democratici all’interno del partito. “Se vogliamo preservare l’unità non possiamo avere un segretariato composto solo da rappresentanti della maggioranza. Probabilmente servirebbe un segretariato composto da cinque membri: tre maggioritari e due minoritari ”.

Quando Trotsky indicò le contraddizioni interne alla fazione di minoranza, Shachtman rispose fornendo esempi storici di “blocchi” che coinvolsero Trotsky e i bolscevichi. Trotsky rispose mostrando come, ad esempio, il blocco con Kamenev e Zinoviev contro lo stalinismo nel 1926 fosse un blocco corretto. Ma anche in quel caso, quel blocco non nascose le differenze politiche tra i suoi membri.

Negli Stati Uniti nel 1939-40, Shachtman formò una fazione, ma in realtà era un blocco di forze diverse, diretto verso la maggioranza operaia del SWP. All’interno della fazione, le forze dominanti erano quelle Burnham e Abern. 

Anche in questa fase, Trotskij assunse un atteggiamento paziente, scrivendo come gli avvenimenti possono cambiare gli individui, che possono quindi ristabilirsi nel partito rivoluzionario. Spiegò come lui stesso non si fosse unito ai bolscevichi fino al 1917 ricoprendo un ruolo decisivo.

Cinque anni prima, nel 1912, aveva tentato di unire tutte le diverse tendenze della socialdemocrazia russa: “Non mi ero liberato in quel periodo, specialmente nella sfera organizzativa, dai tratti di un rivoluzionario piccolo-borghese. Ero malato della malattia della conciliazione verso il menscevismo.”

Politicamente, il dibattito si estese su più questioni. Trotsky ovviamente capì che non tutti gli articoli o testi dovevano trarre tutte le conclusioni, ma sottolineò la necessità che i membri scrivessero tanto materiale per comprendere l’intero programma e per sviluppare la propria analisi.

La minoranza si mosse nella direzione opposta. Volevano ridurre il programma del partito alle “questioni concrete“, questa posizione portò Trotsky a fare un confronto con quelle che ci furono in Russia, contro gli economisti e i narodniki, che evitavano entrambi le questioni politiche più ampie. 


Shachtman citò Lenin che in un dibattito con Trotsky nel 1920 aveva affermato che “lo stato operaio è un’astrazione” e che la Russia non era uno stato operaio, ma uno stato operaio e contadino. Tuttavia, Shachtman aveva dimenticato di aggiungere che Lenin concluse alcune settimane che si era sbagliato, la Russia era uno “stato operaio con caratteristiche peculiari“, cioè con una popolazione a maggioranza contadina e con deformazioni burocratiche.

Shachtman usò l’espressione “un grado” di degenerazione in Russia, nonostante fosse in alleanza con Burnham che, nonostante non credesse nella dialettica, aveva concluso che c’era un cambiamento qualitativo dell’Unione Sovietica, che veniva equiparata alla Germania nazista. La minoranza non era unita, e poco dopo la minoranza si separò e formò il nuovo “Partito dei Lavoratori”, Burnham se ne andò e si trasformò in un grande reazionario.

Ci sono molti altri eventi concreti analizzati in questo libro: gli eventi in Finlandia all’inizio della guerra, gli sviluppi interni alla guerra civile spagnola, la posizione di Marx sulle guerre borghesi.

Il consiglio generale che Trotsky dava ai membri della Quarta Internazionale era di orientarsi verso la classe operaia e di assisterla all’interno dei sindacati, avvertendo allo stesso tempo che ci sarebbero state sempre “deviazioni opportuniste” nei sindacati.

80 anni fa, Trotsky mostrò come la crisi della direzione rivoluzionaria scoppiata con la capitolazione socialdemocratica all’epoca della prima guerra mondiale nel 1914 non fosse stata ancora risolta. Alcuni socialisti hanno accusato il proletariato per questo, come alcuni socialisti hanno fatto in Russia dopo la sconfitta della rivoluzione nel 1905.

La risposta arrivò nel 1917, quando i bolscevichi furono in grado di creare tale direzione. Oggi i marxisti sono alle prese con una situazione oggettiva molto diversa rispetto a 80 anni fa. Da un lato, la classe operaia è cresciuta molto in dimensioni e questo pone limiti alla crescita della reazione, dall’altro il movimento operaio in molti luoghi deve essere ricostruito. Questa situazione ha portato a movimenti esplosivi dal basso in molti paesi.

La necessità di costruire partiti marxisti rivoluzionari e un’internazionale è tanto urgente quanto lo era ai tempi di Trotsky. Oggi l’approfondimento della crisi climatica, economica, sociale e politica rende questo compito ancora più necessario. Per questo motivo studiare e utilizzare le lezioni contenute in In difesa del marxismo sulla necessità di solide basi teoriche, analisi concrete, metodi corretti nella costruzione del partito e dei dibattiti interni sarà cruciale nel tempestoso periodo che abbiamo davanti.

di Per-Ake Westerlund