Instabilità economica e disgregazione del sistema politico sono inevitabili

Meno di due anni dopo le ultime elezioni, l’Italia potrebbe prepararsi a votare di nuovo. La crisi all’interno del governo del M5S/Lega è interamente interna alla maggioranza. Nasce dal desiderio del leader della Lega, Matteo Salvini, di capitalizzare il consenso raccolto durante due anni di incessante campagna elettorale. Salvini, che è il ministro degli Interni, è già nei fatti il capo indiscusso del governo. I suoi slogan, le sue iniziative, le sue apparizioni mediatiche e le sue leggi hanno sempre più ridotto lo spazio e l’autonomia politica del M5S, l’alleato di governo che, nonostante abbia espresso la maggioranza parlamentare e il presidente del consiglio, è stato un partner di minoranza nell’esecutivo.


Questa situazione è stata confermata dai risultati delle elezioni europee che hanno mostrato una completa inversione dei rapporti di forza tra i due partiti al governo.
Salvini sta pianificando il crollo del governo per non dover assumersi la responsabilità di approvare una legge di bilancio piena di tagli alla spesa pubblica, di privatizzazioni, e soprattutto vuole evitare di essere associato ad un forte aumento dell’IVA che da sola costerà 23 miliardi per il solo 2020. Salvini potrebbe far cadere il governo per impedire di palesare la sua natura di politico borghese pienamente integrato nel quadro neoliberista, incapace di governare il confronto con l’Europa e fautore delle stesse politiche di austerità che ha contestato.

Ma i problemi non mancano. All’interno della stessa Lega esiste una contrapposizione abbastanza netta tra un settore più populista fatto da giovani carrieristi intenzionati a tornare subito al voto per capitalizzare il consenso raccolto e tra i cosiddetti responsabili : amministratori con esperienza di governo e autorevoli esponenti del partito terrorizzati dalla prospettiva dell’instabilità. Questi hanno nel sottosegretario Giorgetti e nel presidente del Veneto Zaia i propri portavoce. 

Lo stesso Salvini è costretto a mediare tra queste posizioni apparentemente inconciliabili questo spiega il suo posizionamento apparentemente contradditorio sulla questione del sostegno al governo. Salvini vuole far cadere il governo ma teme che questa manovra possa rivoltarsi contro di lui.


Incapace di fornire risposte sulle questioni economiche, Salvini è costretto a seminare odio e a diffondere paure legata all’invasione dei migranti. Ha alimentato la xenofobia e il razzismo diffondendo consapevolmente il suo fango ideologico. Incapace di risolvere i problemi economici Salvini si scaglia contro gli immigranti tentando in questo mododi distogliere l’attenzione e la rabbia sociale.


Il quadro economico in cui ci stiamo preparando a rinnovare le camere è devastante. Secondo la Commissione europea, il paese crescerà dello 0,1% nel 2019. Questo è il peggior risultato nella zona euro. Come se ciò non bastasse, l’Italia è l’unico paese dell’Unione Europea in cui sono previsti investimenti negativi -0,3% nel 2019. Inoltre, l’Italia si è impegnata con la Commissione europea a ridurre la spesa pubblica di diversi miliardi di euro nell’eventualità, ormai una certezza, che il paese non sarà in grado di ridurre il debito pubblico entro il 2020.

In questo contesto sembra difficile che si trovi un accordo tra il M5S e il PD per il proseguimento di questa legislatura. Un accordo di questo tipo rappresenterebbe un vero e proprio suicidio politico innanzitutto per il M5S che passere definitivamente da forza “antisistema” a ancora di salvataggio pronta a tutto pur di mantenere le proprie cariche e per garantire la stabilità del sistema. Un accordo di legislatura tra il M5S e il PD sarebbe il miglior regalo che si possa immaginare per la Lega e per il blocco sovranista che potrebbe così presentarsi come forza di opposizione e andare all’incasso alle prossime elezioni.

Le pressioni di Bruxelles e del partito dei “responsabili” capeggiato dal presidente della repubblica Mattarella potrebbe essere tentato di giocare questa carta per garantirsi un minimo di stabilità e per far approvare dal parlamento la legge di bilancio. Si tratterebbe di una manovra politica assolutamente miope che rischia soltanto di post porre un trionfo elettorale per il blocco sovranista Lega/Fratelli d’Italia.

Detto questo tale è il livello di instabilità e il terrore della borghesia italiana ed europea di fronte alla prospettiva di una nuova crisi economica che potrebbe avere in Italia il suo baricentro (basti pensare al livello di salute del sistema creditizio italiano) che potrebbero essere tentati da un tale scenario.

Non possiamo neppure escludere la possibilità, che oggi appare remota, che l’intera classe politica si rivolga ad una figura tecnica che possa fare lo sporco lavoro al posto suo i precedenti storici con i governi Dini, Ciampi e Monti non mancano come non mancano neppure i pretendenti per tale infame compito da Draghi a Cottarelli per prendere soltanto due esempi.

Negli ultimi anni il M5s ha svolto un ruolo chiave nel mantenimento della stabilità del sistema politico e nella sfida alla rabbia e alla frustrazione sociale di milioni di lavoratori. Proiettato al governo dal fallimento dei partiti tradizionali, il M5s è riuscito nel compito, quasi impossibile, di rilegittimarli.


Il parlamento che emergerà dalle prossime elezioni sarà dominato dal blocco sovrano reazionario della lega e del partito di estrema destra Fratelli d’Italia. Il 2020 vedrà un livellamento del consenso dell’M5s e un’ulteriore crescita dell’astensione. Un governo tecnico potrebbe solo post porre questo scenario.


Con l’arrivo al potere di un governo della Lega stiamo arrivando alla fine di un ciclo storico. Le conseguenze politiche e sociali di questa chiusura sono imprevedibili. Berlusconi e il suo partito hanno impiegato vent’anni per distruggere il loro consenso elettorale. Per vent’anni , nonostante scandali di ogni genere, Berlusconi è rimasto il principale protagonista della vita politica italiana.

Dal suo fallimento ha tratto temporaneamente beneficio il PD. In cinque anni il PD è passato dalla prima alla terza forza politica nel paese, perdendo centinaia di migliaia di membri e distruggendo un patrimonio organizzativo ereditato dal Partito Comunista. Dal fallimento di queste forze è emerso il  M5s, il partito dei cittadini onesti, della gente comune, nato contro la casta.


Il M5s ha impiegato dieci anni per arrivare al governo, in un anno di governo hanno perso tutto ciò che avevano costruito nei dieci anni precedenti. Oggi la Lega si sta preparando a vincere le elezioni, a raggiungere il suo punto più alto a formare un proprio governo. Oggi si stanno preparando a governare uno scenario politico ingovernabile dominato dalla stagnazione economica e dalla costante minaccia di una nuova grande recessione. Se c’è un elemento da sottolineare, è l’assoluta volatilità del consenso elettorale e una drammatica accelerazione del ritmo degli eventi. Fenomeni, tendenze, sviluppi che hanno preso forma in decenni oggi raggiungono la maturità in pochi mesi. Questa è la caratteristica più incontestabile della situazione attuale.

Quello che è certo è che si prospetta un completo stravolgimento del quadro politico nazionale. All’interno del PD sta crescendo la fronda di Matteo Renzi che si prepara a lanciare i suoi “comitati di Azione civica” come partito nazionale. Il M5S è attraversato da profonde fratture che stanno crescendo a causa della disastrosa azione di governo. Non possiamo escludere che un settore di movimento capeggiato dal presidente della Camera Roberto Fico chieda e ottenga la testa di Conte e Di Maio. Parallelamente Forza Italia ha subito l’uscita di Toti e anche nel centrodestra si preparano grandi cambiamenti. Come se la situazione non fosse già sufficientemente grottesca, alcune figure mediatiche come l’arrogante e ricchissimo imprenditore Flavio Briatore e addirittura Emanuele Filiberto di Savoia (nipote dell’ex monarca Umberto II) minacciano di scendere in campo con un proprio partito dichiarando che l’Italia ha bisogno dei loro servigi! Dio ce ne scampi!

Il probabile trionfo di un fronte reazionario nelle future elezioni politiche e la probabile nascita di un governo di estrema destra con Salvini e Meloni devono essere motivo di grande preoccupazione per i lavoratori italiani ed europei. Un governo di questo tipo continuerà ad attaccare le condizioni di vita della classe lavoratrice, continuerà a proporre politiche barbare e disumane, continuerà a criminalizzare i migranti. Inevitabilmente un governo così spostato a destra alimenterà una dinamica e una crescita di destra in tutto il paese. Gli episodi di intolleranza aumenteranno e le organizzazioni neofasciste continueranno a crescere.


Allo stesso modo, è altrettanto inevitabile che un simile scenario produca una reazione in settori della gioventù e della classe lavoratrice. Questa risposta si sta già sviluppando. Non passa un solo giorno senza che proteste spontanee esplodano ovunque vada Salvini. Le azioni isolate di questi giorni cresceranno in numero e intensità con la crescita della polarizzazione politica e sociale.


Di fronte alla crescita dell’estrema destra, in un quadro dominato dal collasso quasi totale dei partiti politici della borghesia, compresi i presunti partiti antisistema, un settore cosciente della classe inizierà a orientarsi consapevolmente verso un’alternativa anticapitalista. Questa alternativa anticapitalista non esiste oggi, ma potrebbe sorgere nel prossimo periodo da nuove forze, giovani militanti, movimenti, attivisti territoriali e delegati sindacali combattivi che si saranno fatti le ossa in questo difficile periodo. 

Lì sarà necessario essere presenti fisicamente e con un programma ambizioso all’altezza dei nostri compiti storici.

Redazione R.I.