Cambiamo il sistema, non il clima!

Oggi centinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per difendere l’ambiente dal sistema capitalistico che lo sta distruggendo. Questa società sta bruciando le foreste, inquinando mari e fiumi e mettendo a repentaglio la sopravvivenza della nostra specie, per il profitto di poche multinazionali.

La manifestazione di oggi è stata radicale e combattiva: i giovanissimi vogliono cambiare il mondo, e hanno ragione! 100 grandi aziende sono responsabili di oltre il 70 % delle emissioni di gas serra a livello globale, le multinazionali minerarie e dell’agro-industria stanno bruciando le foreste con la complicità di Stati e governi.

Non esiste un capitalismo ‘verde’ e ‘sostenibile’. Il sistema capitalistico ha nel suo DNA il consumismo sfrenato e lo sfruttamento della natura, degli esseri umani e degli animali. Riciclare è importante, ma le soluzioni individuali non sono sufficienti: solo una rivoluzione anticapitalista può garantire la sopravvivenza della nostra specie e salvare il pianeta. Sempre più giovani diventano consapevoli del nesso fra capitalismo e distruzione dell’ambiente, in tutti i cortei ambientalisti si sono visti striscioni contro il capitalismo. Distruggiamo il capitalismo, non il pianeta! Cambiamo il sistema, non il clima!

Il movimento di lotta contro il riscaldamento globale non può perdere. E ha bisogno di un programma radicale da mettere in avanti per affrontare il problema climatico.

Noi chiediamo:

  1. Investimenti pubblici nelle energie rinnovabili, nei trasporti pubblici di qualità, efficienti e gratuiti, nelle costruzioni e negli alloggi ecologici popolari, negli impianti di riciclaggio e riparazione;
  2. Nazionalizzazione delle maggiori imprese produttrici dei settori strategici: energia, industria pesante, trasporti, telecomunicazioni. Riconversione immediata delle produzioni altamente inquinanti;
  3. Stop alla deforestazione, all’inquinamento delle falde acquifere e agli allevamenti intensivi. Per l’immediata bonifica dell’intero territorio nazionale: via amianto, via fanghi tossici, via scorie nucleari;
  4. No alle grandi opere inutili, a partire dalla TAV e dal TAP, che servono a fare profitto sulla pelle delle gente comune e a scapito dell’ambiente;
  5. Difesa dell’acqua pubblica. Via i privati dalla gestione del sistema idrico nazionale. Per la costituzione immediata di un ente pubblico nazionale che gestisca in maniera efficace ed economica le risorse ambientali;
  6. Libertà della ricerca, anche in campo energetico, dal profitto e dagli interessi dei privati attraverso l’aumento degli investimenti pubblici.