Hong Kong il movimento di massa ha bisogno di una nuova direzione

Il giorno in cui Carrie Lam annuncia il ritiro, a seguito della lotta di massa, della legge sull’estradizione in Cina pubblichiamo questo articolo scritto qualche giorno fa dai nostri compagni attivi nel movimento rivoluzionario che sta attraversando Hong Kong.

Da diverse settimane il governo di Hong Kong sta reprimendo duramente le manifestazioni popolari esplose originariamente contro la legge di estradizione in Cina. Le manifestazioni di massa si sono trasformate nel più grande movimento di massa nella storia del paese. Questo grandioso movimento è stato innescato dal tentativo del governo di Hong Kong di introdurre una legge che avrebbe consentito l’estradizione di “fuggitivi” nella Cina continentale.

L’amministratore delegato di Hong Kong Carrie Lam e il regime del PCC (Partito comunista cinese) hanno scommesso su un logoramento del movimento di massa. In realtà, la rabbia delle masse è andata oltre le cinque richieste avanzate dal movimento nelle sue prime fasi, che sono il completo ritiro della legge di estradizione (che al momento è “sospesa”), un’indagine pubblica indipendente sulla violenza della polizia contro i giovani manifestanti, il rilascio di coloro che sono stati arrestati, il ritiro delle accuse di “sommossa” che possono portare a dieci anni di reclusione e l’introduzione di un reale suffragio universale. 

La rabbia di massa si è ora diretta contro l’intero sistema autoritario del PCC. Anche se Carrie Lam dovesse accettare di dimettersi o annunciasse l’avvio di un’indagine indipendente sulla violenza della polizia, il movimento continuerebbe.

Almeno per ora, Xi Jinping ha deciso di non mandare a reprimere il movimento a Hong Kong perché un intervento militare rischia di produrre conseguenze economiche gravi per lo stesso PCC.
La strategia di Xi è quella di inviare truppe paramilitari travestite da polizia di Hong Kong, per condurre una repressione molto violenta.

Il motivo principale per il quale questo movimento senza direzione è stato in grado di continuare a crescere e rafforzarsi nonostante un livello così alto di repressione è proprio la folle violenza della polizia che ha alimentato la rabbia delle masse. 

Il disprezzo di Carrie Lam per le masse e il feroce conflitto al di fuori dell’edificio del Consiglio legislativo del 12 giugno scorso ha spinto per strada due milioni di persone in quella che è stata la più grande manifestazione nella storia di Hong Kong.

Il 21 luglio, il sanguinoso attacco da parte delle bande filo-governative contro manifestanti e passeggeri nella stazione della metropolitana di Yuen Long ha spinto funzionari pubblici e altri gruppi a protestare su Internet e ha contribuito allo storico sciopero generale del 5 agosto. Nel fine settimana dell’11-12 agosto, ignorando i divieti di polizia, un gran numero di cittadini e di giovani sono scesi in strada e si sono scontrati con la polizia. 

Il PCC sta facendo pressioni sui grandi gruppi imprenditoriali di Hong Kong. A differenza del movimento degli ombrelli di cinque anni fa, i grandi magnati capitalisti di Hong Kong sono rimasti in gran parte in silenzio negli ultimi due mesi. Non vogliono offendere il PCC, ma allo stesso tempo hanno paura di questo movimento. Ma ora la situazione sta cambiando. Non molto tempo fa, l’Amministrazione dell’Aviazione Civile della Cina ha avvertito la Cathay Pacific Airways di Hong Kong che è fatto divieto ai membri degli equipaggi che aderiscono o sostengono le proteste illegali di sorvolare lo spazio aereo cinese. 

Successivamente, Cathay ha avvertito il suo staff che se dovessero partecipare a manifestazioni illegali potrebbero essere licenziati. Allo stesso tempo, Cathay ha licenziato due dipendenti perché hanno fatto trapelare le informazioni sul volo di una squadra di football della polizia di Hong Kong diretta in Cina. Un pilota di Cathay accusato di ribellione è stato sospeso dal servizio. Questo significa che i capi di Cathay considerano il pilota colpevole prima ancora che il tribunale abbia emesso una sentenza. Nel frattempo, Carrie Lam ha partecipato con un gruppo di rappresentanti di grandi aziende a una conferenza stampa per dimostrare di aver il sostegno dei capitalisti. Questo situazione è il frutto della pressione del PCC. Il PCC sta minacciando i capitalisti invitandoli ad opporsi alle proteste di massa. Più di dieci grandi padroni immobiliari e Cathay Pacific hanno recentemente pubblicizzato sui giornali il loro sostegno al governo di Carrie Lam, chiedendo ai manifestanti di “fermare la violenza“.

Non c’è dubbio che queste manifestazioni pubbliche di supporto siano state orchestrate dal PCC. Non molto tempo fa ifeng.com, un gruppo di media di Hong Kong controllato dal PCC, ha pubblicato un articolo che criticava le quattro principali famiglie di magnati di Hong Kong per il loro “silenzio collettivo“. Le grandi aziende di Hong Kong hanno enormi interessi commerciali in Cina. Un quinto dei voli di Cathay è destinato alla Cina e un terzo delle sue azioni sono di proprietà di Air China, una compagnia aerea cinese di proprietà statale. Air China è il secondo maggiore azionista di Cathay e ha cinque seggi nel suo consiglio di amministrazione. John Swire & Sons (HK), il maggiore azionista di Cathay, si rivolge alla Cina continentale come mercato principale. 


Inoltre, questi grandi gruppi imprenditoriali hanno sempre fatto affidamento sulla dittatura del PCC per mantenere il sistema politico antidemocratico di Hong Kong. Questo sistema ha consentito loro di sfruttare i lavoratori in modo più aggressivo e di ottenere maggiori profitti. Andy Xie, un economista indipendente in Cina, ha dichiarato in un’intervista a CNBC che i prezzi estremamente alti delle case sono una delle ragioni principali del movimento di massa a Hong Kong.

I prezzi delle case a Hong Kong sono triplicati dal 2003, mentre gli aumenti salariali si sono arrestati, ed è quindi molto facile capire perché i giovani siano senza speranza. Andy Xie ha affermato che se il PCC vuole risolvere la crisi sociale e politica di Hong Kong, deve “togliere il potere ai magnati“. Chiaramente il PCC non lo farà perché i magnati capitalisti sono uno dei pilastri chiave del dominio del PCC su Hong Kong.


Pertanto, il movimento di massa non dovrebbe solo combattere il regime autoritario e la violenza della polizia e delle bande, ma deve anche scontrarsi con i capitalisti che sostengono e difendono il regime. Questo compito sottolinea ulteriormente quanto il movimento abbia bisogno di una nuova direzione. Per rompere l’attuale situazione di stallo politico e di violenza della polizia, bisogna porre fine al dominio dei magnati e battersi per una vera democrazia. Una democrazia basata sul controllo della maggioranza della classe lavoratrice, è necessario che la classe lavoratrice organizzata assuma la direzione politica del movimento . 

Lo sciopero del 5 agosto a cui hanno partecipato 350.000 persone è stato un ottimo punto di partenza. Si è trattato del primo vero sciopero politico a Hong Kong per quasi 100 anni. Questo nonostante il fatto che lo sciopero non sia stato convocato o guidato dai sindacati, che hanno svolto un ruolo molto minore. Oltre il 90% degli scioperanti non sono sindacalizzati ma hanno aderito seguendo la convocazione dello sciopero sui social media. Il movimento ora deve prepararsi per un altro sciopero generale più ampio. Ma un nuovo sciopero generale dovrebbe essere organizzato attraverso comitati di sciopero nei luoghi di lavoro, per attirare i lavoratori titubanti o timorosi mostrando il potere dell’organizzazione.

Allo stesso tempo, anche lo sciopero degli studenti in preparazione è di grande importanza. Uno sciopero degli studenti su larga scala può incoraggiare le lotte dei lavoratori. Un’altra ondata di scioperi di lavoratori e studenti è vitale per il successo del movimento.

In questa fase, molti manifestanti hanno iniziato a sentirsi stanchi dopo settimane di scontri e di conflitto con la polizia. Questo non significa che il movimento stia perdendo slancio, ma molti manifestanti mettono in discussione la tattica di scontri con la polizia che non ha obiettivi specifici e nessun risultato reale. Oltre a ciò, è ormai evidente che ci sono poliziotti mascherati da manifestanti che stanno deliberatamente provocando conflitti per creare una scusa per una maggiore repressione.

Molti manifestanti iniziano quindi a sperare in un ritorno a manifestazioni più pacifiche guidate dai pandemocratici. Sia le manifestazioni pacifiche che le recenti proteste fuori dalle stazioni di polizia sono azioni che il movimento dovrebbe continuare a proporre. È giusto protestare con forza contro la violenza della polizia e contro gli arresti arbitrari motivati ​​politicamente, ed è incontestabile che la polizia sia in gran parte responsabile degli scontri di strada. 

Il movimento ha bisogno di organizzazione attorno ad una direzione chiara. I pandemocratici non hanno mai fornito una tale direzione per la lotta democratica di Hong Kong. Al contrario, hanno invariabilmente cercato di arginare la lotta perché la loro prospettiva è una riforma del sistema non certo una rivoluzione. Vogliono un accordo con il regime, e sono quindi preoccupati che il movimento vada fuori dal loro controllo.

Il fatto che i pandemocratici abbiano perso la loro posizione di direzione è uno dei motivi per cui l’attuale movimento è stato in grado di continuare fino ad oggi e ha acquisito un potere così straordinario. Ma questo modello decentralizzato e senza capi sta mostrando i suoi limiti. Il movimento deve essere organizzato e il metodo di organizzazione deve essere democratico,occorre eleggere e rieleggere i leader attraverso strutture democratiche, al fine di impedire il controllo dall’alto verso il basso del movimento da parte di una piccola cerchia di politici democratici e celebrità da social media.

Costruire una forza organizzata della classe operaia all’interno del movimento è ciò che può fornire lo slancio necessario all’intero movimento. Allo stesso tempo, dobbiamo anche organizzare una risposta politica alla crescente minaccia di intervento da parte dell’esercito cinese. Il 15 agosto, veicoli militari  sono apparsi sulle strade di Hong Kong. Nella situazione altamente tesa di oggi, questa non è stata una “mossa involontaria”. 

Nessuno dovrebbe aspettarsi che i governi di Stati Uniti, Europa o Taiwan offrano un vero aiuto alle masse di Hong Kong. I governi occidentale e di Taiwan stanno approvando piani antidemocratici e anti-lavoratori nei loro paesi. I nazionalisti cinesi hanno usato esempi di violenza poliziesca negli Stati Uniti e in Europa per “giustificare” la repressione statale in Cina e Hong Kong. 

A seguito del conflitto USA-Cina, i governi degli Stati Uniti e dell’Europa hanno esercitato una maggiore pressione sul PCC sulle questioni relative ai diritti umani nel tentativo di esercitare pressioni sul PCC affinché facciano concessioni economiche e commerciali. Trump ora ha cambiato bersaglio e afferma: “La Cina vuole fare un accordo commerciale ma dovrebbe prima trattare Hong Kong umanamente “.” Lo stesso Trump ha anche descritto Xi come “un grande leader che ha il rispetto del suo popolo ”. Per le masse in Cina e Hong Kong non c’è niente di più ridicolo o ironico. Se il PCC si dimostra disposto a fare concessioni sulle questioni commerciali, a Trump non dispiacerà “sacrificare” Hong Kong.

L’unico vero supporto su cui il movimento di massa di Hong Kong può fare affidamento sono i lavoratori di base in Cina e nel mondo. Il movimento deve fare appello ai giovani e ai lavoratori cinesi in difficoltà per una lotta comune contro la dittatura del PCC, per eliminare lo sfruttamento e tutte le ingiustizie sociali che questo sistema capitalista autoritario produce sia per i lavoratori che per i giovani cinesi e di Hong Kong. Questo significa lottare per un’alternativa socialista democratica basata sui bisogni della società e della maggioranza della classe lavoratrice piuttosto che sui super profitti dei magnati capitalisti e dell’élite del PCC. 

Di Simon Cheung, Socialist Action (maggioranza CWI/ Hong Kong)

Aggiornamenti e notizie in tempo reale sulle lotte in Cina e Hong Kong sono disponibili, in Inglese, sul sito https://chinaworker.info/en/  curato da Socialist Action, i compagni della maggioranza del CIL/CWI in Cina.