L’Italia continua a vendere armi alla Turchia

Sta per partire da Roma un cannone diretto per la Turchia e prodotto in Italia. Questo cannone verrà usato da Erdogan per massacrare i curdi. L’esercito turco continua a servirsi anche di armi italiane per massacrare i civili.

Negli ultimi anni i governi italiani hanno autorizzato la vendita di quasi un miliardo di dollari in armamenti alla Turchia. Nonostante i proclami di Di Maio le vendite di armi italiane alla Turchia non sono state bloccate, nemmeno adesso che Erdogan ha aggredito il Rojava. I vecchi contratti di aziende di armi italiane con la Turchia non sono stati infatti sciolti e il blocco del governo italiano varrà solo, forse, per i contratti futuri.

Vendere armi alla Turchia significa rendersi complici di una pulizia etnica, di uno sterminio di massa di migliaia di uomini, donne e bambini. Significa anche dare armi ai terroristi jihadisti, che sono alleati di Erdogan nella guerra contro i curdi, significa armare anche l’ISIS. Al di là dei proclami ipocriti dei governi italiani e dell’Unione Europea a sostegno del popolo curdo anche l’Italia e l’Europa sono complici di Erdogan e dell’ISIS.

Blocco immediato di tutte le armi italiane ed europee destinate alla Turchia!