Non esiste capitalismo verde

Il legame fra capitalismo e cambiamento climatico è dimostrato da dati oggettivi e scientifici. 100 grandi aziende sono responsabili di oltre il 71% delle emissioni globali di gas serra.

Non può esistere un capitalismo “verde” ed ecosostenibile perché il sistema capitalistico ha nel suo DNA lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e il consumismo sfrenato.

È un sistema che ha alla sua base la ricerca del massimo profitto, a spese dell’ambiente. Non inquinano solo i petrolieri e i capitalisti che investono nei combustibili fossili, il capitalismo inquina e distrugge il pianeta qualsiasi cosa produca, a cominciare dal cibo: dalla carne ai prodotti vegetali. Le multinazionali del settore agroalimentare sono le prime responsabili della distruzione di boschi e foreste.

Qualsiasi cosa produca il capitalismo tende ad inquinare. Certo ci sono anche alcuni settori del capitalismo che investono e fanno profitto con le energie rinnovabili, nessuno può negarlo. Si tratta però di una netta minoranza e in ogni caso anche questo capitalismo “pulito” non fa che scaricare l’impatto ambientale sul terzo mondo. Anche se per assurdo tutti i capitalisti puntassero sulle energie rinnovabili il problema ambientale non si risolverebbe comunque.

Il passaggio dai combustibili fossili alle rinnovabili sta portando diverse aziende a scaricare i loro rifiuti in Africa, considerata dai Paesi capitalistici alla stregua di un’enorme discarica.

Il capitalismo produce inoltre merce in quantità esagerata senza considerare gli impatti ambientali, per esempio cellulari e computer. Se aspettiamo che i capitalisti diventino ecologisti facciamo in tempo ad estinguerci perché il capitalismo “verde” è un’utopia. Per salvare il pianeta occorre superare l’anarchia del mercato e pianificare democraticamente la produzione tenendo conto dell’impatto ambientale, occorre investire sulle energie rinnovabili facendo pagare i costi non al terzo mondo, ma alle aziende che hanno inquinato.

Il mondo ha bisogno di un’alternativa socialista ed ecologista. Non è un’utopia, ma una necessità, se vogliamo sopravvivere.

È venuto il momento di dire addio a questo sistema economico basato sul profitto se non vogliamo estinguerci.

Amadori Massimo