Il mondo è una polveriera

Cile, Bolivia, Ecuador, Haiti, Iran, Iraq, Libano, Hon Kong. Il mondo è una polveriera. In tutto il mondo le masse popolari si ribellano contro il capitalismo e i suoi governi. In tutto il mondo lo Stato borghese risponde alle proteste con i massacri e la repressione.

Ma se i signori capitalisti pensano di fermare le proteste con la repressione dei militari e delle forze del (loro) ordine si sbagliano di grosso. Il loro ordine fondato sulla violenza è costruito sulla sabbia, il loro sistema non è eterno e si trova oggi in una crisi irreversibile.

Il capitalismo è una fabbrica di poveri: produce estrema ricchezza per una minoranza ed estrema povertà per la maggioranza. I “dannati della terra” sono sempre di più e sono sempre più arrabbiati contro il sistema. Per vincere i movimenti popolari devono avere una direzione e un programma anticapitalista, devono passare dalla rivolta alla rivoluzione.

Dobbiamo accendere la miccia della rivoluzione socialista mondiale, risuscitare il fantasma che fa terrore alle classi dominanti di tutto il mondo. Come disse Trotsky “se il capitalismo non è in grado di risolvere le contraddizioni da lui stesso generate che allora perisca!”