Perchè la strage di Piazza Fontana è stata una strage di Stato

Il 12 Dicembre del 1969 una bomba esplose in Piazza Fontana a Milano, provocando 17 morti e decine di feriti. Dopo anni di falsità e depistaggi e un lungo iter processuale oggi sappiamo che questa strage fu compiuta dai neofascisti di “Ordine Nuovo“, con la copertura e la complicità degli apparati dello Stato italiano.

In particolare le inchieste dimostrarono i legami fra il terrorismo nero e i servizi segreti italiani, legati agli Stati Uniti e alla NATO. Le indagini su questa strage subirono sin dall’inizio depistaggi da parte degli apparati dello Stato, in primis dai servizi segreti coinvolti nell’attentato terroristico. Inizialmente furono incolpati gli anarchici, la cui innocenza fu poi dimostrata. Il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, ingiustamente accusato della strage, fu assassinato in questura pochi giorni dopo l’attentato. Fu la diciottesima vittima della strage. I veri colpevoli invece non hanno mai pagato.

Piazza Fontana fu la prima di una serie di stragi compiute dai neofascisti con la copertura dello Stato che insanguinarono il nostro Paese durante gli “anni di piombo”. Si trattava della strategia della tensione: terrorizzando la popolazione civile i neofascisti, alleati con pezzi delle istituzioni, intendevano giustificare una soluzione autoritaria o un vero e proprio golpe per sospendere i diritti democratici e imporre una dittatura, come era avvenuto in Grecia.

Lo scopo delle classi dominanti era colpire la sinistra rivoluzionaria e il movimento operaio e studentesco che nel biennio 1968-1969 aveva minacciato seriamente il sistema capitalistico. Lo stragismo neofascista fu dunque la risposta dello Stato borghese al movimento rivoluzionario. Non è un caso se inizialmente furono proprio gli anarchici ad essere accusati della strage. La regia di tutto furono la NATO e i servizi segreti statunitensi, i cui contatti con i neofascisti e i servizi segreti italiani sono oggi noti e documentati. Fortunatamente la strategia golpista non andò in porto, grazie soprattutto alla mobilitazione delle masse popolari dopo la strage. Tuttavia per più di un decennio il nostro Paese fu sconvolto dallo stragismo fascista, che si concluse solo nel 1980 con la strage della stazione di Bologna.

La strategia della tensione dimostra che i capitalisti sono disposti a tutto pur di mantenere il loro privilegi e il loro potere. Oggi possiamo dire con certezza che la strage di Piazza Fontana fu una strage di Stato compiuta dai fascisti. Nessuno ha mai pagato per questo infame attentato terroristico: i neofascisti responsabili della strage sono tutti in libertà.