Perchè lo scontro Usa-Iran è sintomo della crisi del capitalismo

L’omicidio ordinato da Trump contro il generale iraniano Ghassem Soleimani è un atto grave ed irresponsabile che va condannato. Un atto che rischia di provocare una guerra, coinvolgendo anche altre grandi potenze capitalistiche (non dimentichiamo che il regime iraniano è appoggiato da Cina e Russia).

Si tratta di un tentativo dell’imperialismo statunitense di riaffermare una politica di potenza in Medio Oriente, a scapito dell’imperialismo russo e dell’Iran. La condanna dell’imperialismo USA non ci deve però portare ad appoggiare un regime teocratico e reazionario come l’Iran e gli imperialisti russi e cinesi, criminali al pari degli USA.

Chi assume posizioni campiste tende a vedere la scacchiera globale in maniera semplicistica, come uno scotro tra “buoni” e “cattivi”, dove oltre al bianco e al nero non è contemplata alcuna sfumatura. Purtroppo il mondo è ben più complesso di così. Le forze in gioco rappresentano da entrambe le parti imperialismi più o meno potenti, ma ugualmente assetati di potere, che fondano la loro società sullo sfruttamento della gente comune “sacrificabile” sull’altare della guerra per il “dio denaro”.

Il sistema capitalistico risolve le crisi economiche con la guerra, c’è il rischio che le tensioni fra le potenze imperialiste mondiali (come la Russia e gli USA) e regionali (come Iran e Arabia Saudita) possano sfociare in nuovi conflitti sanguinosi, in Medio Oriente e non solo. Le vittime sarebbero come sempre i civili innocenti. È necessario mobilitarsi da subito contro la guerra. Abbasso la guerra imperialista! Abbasso il terrorismo imperialista degli USA!