I capi delle Sardine si alleano con i “pescatori” contro gli altri pesci

Sartori e i capi delle Sardine si sono incontrati con Luciano Benetton per “uno scambio di pensieri”. Con lo stesso Benetton che ha responsabilità enormi per il crollo del ponte Morandi e per la morte di 43 persone, con lo stesso Benetton che in Bangladesh sfrutta i lavoratori ed è responsabile di incidenti sul lavoro che hanno provocato centinaia di vittime, con lo stesso Benetton che in Argentina espropria con la violenza le terre degli indigeni Mapuches ed è responsabile dell’assassinio di Santiago Maldonado, attivista per i diritti dei Mapuches.

I capi delle Sardine avrebbero potuto incontrarsi con i parenti delle vittime del crollo del ponte Morandi, con i lavoratori dell’ILVA e della Whirpool, con i migranti sfruttati nei campi per meno di due euro all’ora, con i lavoratori precari e con i riders sfruttati dalle piattaforme online. Hanno invece incontrato i Benetton, cioè una delle famiglie più importanti del capitalismo italiano, facendo una precisa scelta di classe. Non basta essere contro Salvini se poi si sostiene il sistema che lo genera, non dimentichiamo che il fascismo nasce dal capitalismo. Per questo non c’è antifascismo senza anticapitalismo. Le sardine rappresentano perfettamente una “sinistra” neoliberista vicina al PD e agli interessi del grande capitale. Sartori e i suoi collaboratori si candidano a diventare i rappresentanti di banchieri e degli industriali.

Non è questa la sinistra che rappresenta gli interessi dei lavoratori, non è questa la forza politica che difenderà i posti di lavoro, i salari, i diritti della gente comune. Ecco che i capi delle Sardine si schierano sulle questioni sociali, e scelgono i capitalisti, gli industriali, i padroni. Chi sta con i Benetton è contro la gente comune, chi sta con i Benetton sta dalla parte degli sfruttati, di coloro che sono disposti a sacrificare chiunque e qualunque cosa sull’altare del profitto!