Anche il regime iraniano si dimostra incapace di lottare contro il Covid-19

L’Iran è uno dei paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19, il tasso di mortalità è estremamente alto, anche tra i giovani. I numeri dei decessi effettivi potrebbero essere cinque volte superiori a quelli comunicati dai dati ufficiali a causa del numero limitato di tamponi effettuati. Due sono le ragioni principali di questa situazione catastrofica: l’incapacità del regime di affrontare correttamente la pandemia e gli effetti delle sanzioni degli Stati Uniti.

Molti corrispondenti occidentali spiegano come la diffusione del Coronavirus in Iran sia dovuta alla mancanza di fiducia nel regime, per cui la gente non segue le misure da esso proposte. Alcuni rapporti descrivono la profonda religiosità della società e la prosecuzione dei riti e degli incontri religiosi. Tutto ciò è vero, ma la realtà è più complessa. Ovviamente, la classe operaia iraniana è consapevole dell’esistenza e della pericolosità del Covid-19 che uccide ogni giorno centinaia di persone. La situazione è aggravata dalla mancanza di rifornimenti e di equipaggiamenti sanitari soprattutto nelle zone rurali del paese.

Il regime ha mentito sullo scoppio del Coronavirus per alcune settimane. Gli scienziati ora sostengono che il virus si sia diffuso già all’inizio del mese di gennaio. Il regime però si è preoccupato innanzitutto di organizzare grandi eventi come le elezioni parlamentari e i festeggiamenti per celebrare la rivoluzione islamica. Queste decisioni ciniche sono state prese sapendo che nei mesi precedenti la rabbia contro il regime si era intensificata e che proteste di massa avevano scosso il paese.

Il paese ha importanti legami politici ed economici con la Cina. Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC), associato alla Mahan Air, per esempio, ha continuato a trasportare studenti delle scuole religiose tra la Cina e la città di Qom. Una volta che non sono più riusciti a nascondere l’esistenza del virus, il regime ha diffuso teorie cospirative sostenendo che il virus fosse un’arma biologica controllata dagli Stati Uniti.

Soltanto nel momento in cui i ministri del governo sono risultati positivi al virus, il regime ha deciso di chiudere scuole e università, una misura che è arrivata troppo tardi. Parallelamente, il regime ha rilasciato dichiarazioni che invitavano le persone a rimanere a casa e a evitare di spostarsi. Ma per la maggior parte della classe operaia, che deve continuare a lavorare per pagare l’affitto e per comprare cibo, questo misura è impossibile da rispettare.

È chiaro che le autorità stanno perdendo il controllo della situazione. Hanno rilasciato diecimila prigionieri, perché sanno che le condizioni igieniche nelle carceri sono così disastrose che un’epidemia di Covid-19 ucciderebbe migliaia di prigionieri. L’incapacità del regime di affrontare la situazione e il fatto che la gente comune sia stata lasciata sola ad affrontare la situazione ha portato a pericolose speculazioni su presunte protezioni efficaci. Per esempio, una voce diffusa a metà marzo ha affermato che l’alcool potrebbe prevenire la diffusione del Covid-19. Da allora, circa cinquanta persone sono morte consumando metanolo manipolato, che viene venduto al mercato nero.

Sanzioni e crisi economica

Oltre alla crisi pandemica, l’Iran è colpito da una crisi economica che si sta intensificando. I ricavi petroliferi continuano a diminuire e l’isolamento internazionale aggrava questa situazione. Come se ciò non bastasse, la povertà e la disoccupazione aumenteranno drasticamente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

L’amministrazione Trump ha dichiarato il 19 marzo che gli Stati Uniti continueranno la loro politica di pressione sull’Iran. Le sanzioni rendono praticamente impossibile l’importazione di beni medici. Sebbene le aziende iraniane producano circa il 70% del fabbisogno farmaceutico del Paese, le difficoltà causate dalle restrizioni sulle transazioni finanziarie internazionali hanno portato ad una drammatica carenza di alcuni farmaci specialistici e di attrezzature necessarie per combattere la pandemia. Al momento, non mancano solo i tamponi, ma tutti i medicinali sono difficili da reperire e i prezzi sono esplosi. C’è un drammatico bisogno di milioni di mascherine e guanti protettivi. Secondo alcuni rapporti, il Covid-19 avrebbe già ucciso circa 20 operatori sanitari soltanto nei primi 20 giorni di gennaio.

Anche in questo caso, sono le masse popolari a soffrire maggiormente per l’epidemia di Covid-19. Molte famiglie devono condividere piccoli appartamenti con genitori e nonni, le comunità povere sono densamente popolate. La chiusura dei piccoli mercati locali porterà alla povertà, che si tradurrà in una crisi abitativa. Questo poiché la gente non può permettersi di tenere chiuse le proprie piccole imprese. La crisi economica combinata con le sanzioni sta producendo un’impennata del costo delle merci e dei prodotti locali.

Repressione e potere militare

Il regime sta usando questa situazione per aumentare la repressione e il potere dell’esercito. I giornalisti che hanno documentato la situazione negli ospedali sono stati arrestati e puniti. Il sistema sanitario è per lo più controllato dall’esercito. Il 13 marzo è stato formato dal regime un comitato di lotta contro il Covid-19. Questo comitato è composto da esercito, forze speciali e polizia. La lotta contro la pandemia porta ad una schedatura di tutta la popolazione che viene “monitorata” via internet, per telefono e con visite a domicilio. L’accesso a tutti i dati personali significa che è aumentato enormemente il potere dell’esercito e della polizia.

Nella lotta contro il Coronavirus, la classe operaia iraniana non può fare affidamento sul regime e sui suoi militari. È chiaro che la cattiva gestione di questa crisi da parte del regime è già costata migliaia di vite umane.

Solidarietà tra la classe operaia

La crisi del Covid-19 ha intensificato la sfiducia e la rabbia tra i lavoratori contro la classe politica iraniana. I lavoratori non hanno altra alternativa all’organizzazione indipendente. In tutto il paese sono sorti gruppi di volontariato, la gente disinfetta le strade di propria iniziativa, distribuisce cibo alle famiglie più povere o malate e offre aiuti agli addetti alle pulizie degli ospedali e al personale delle pompe funebri.

I lavoratori stanno raccogliendo denaro tra di loro per acquistare disinfettanti per le mani, guanti e mascherine per i lavoratori comunali che puliscono le strade e per altri lavoratori che non possono permetterseli. Questo tipo di solidarietà istintiva di classe deve accompagnarsi alla lotta di massa contro il regime, come quella che abbiamo visto negli ultimi mesi del 2019.

Le sanzioni devono finire immediatamente e questo regime corrotto e criminale deve essere rovesciato dalla classe operaia per fornire un’adeguata assistenza sanitaria e una lotta organizzata contro il Coronavirus e i suoi effetti.

di Nina Mo SLP – ASI/ISA in Austria

L’articolo è stato pubblicato originariamente mercoledì 25 marzo sul sito web dell’Alternativa Socialista Internazionale (ASI/ISA)