Ricordando il massacro di piazza Tienanmen

Il 4 giugno del 1989 il regime stalinista cinese diede inizio al massacro di Piazza Tienanmen: migliaia di studenti e operai che manifestavano contro il regime furono massacrati dall’esercito. Le proteste erano cominciate nel mese di aprile e videro la partecipazione di milioni di studenti e di operai, in tutta la Cina. A Pechino e in altre zone del Paese sorsero comitati rivoluzionari e democratici di studenti e lavoratori.

Il movimento rivoluzionario contestava il regime cinese, un regime burocratico e capitalistico che si spacciava e si spaccia tuttora per socialista e comunista. Studenti e operai lottarono per un socialismo autentico e democratico e durante le proteste cantavano l’internazionale. Nonostante questo il regime ‘comunista’ cinese e l’occidente ‘democratico’, per ragioni diverse, hanno sempre presentato le proteste di piazza Tienanmen come una rivolta controrivoluzionaria e anticomunista, distorcendo i fatti.

Deng Xiaoping per difendere il regime totalitario cinese ordinò il massacro di migliaia di manifestanti, a Tienanmen e in altre parti della Cina. Alla fine il movimento fu purtroppo sconfitto in un bagno di sangue. La Cina capitalistica di oggi è nata da questo orribile massacro di migliaia di studenti e operai socialisti e democratici.

Ancora oggi la Cina è retta da una dittatura feroce che reprime ogni dissenso, arrestando e assassinando i marxisti e tutti coloro che difendono i diritti umani e i diritti dei lavoratori, una dittatura che rinchiude centinaia di migliaia di musulmani in campi di concentramento e sfrutta i lavoratori come bestie.

Oggi a Hong Kong sempre più persone stanno mettendo in discussione questo regime, affrontando la sua violenta repressione. È più che mai necessario riprendere le tradizioni rivoluzionarie e socialiste della protesta di piazza Tienanmen ed estendere il movimento di Hong Kong a tutta la Cina. Abbasso il despota Xi Jinping! Abbasso la dittatura capitalistica del Partito Comunista Cinese!