Referendum costituzionale le ragioni del NO!

Al referendum costituzionale voterò NO, perché tagliare drasticamente il numero dei parlamentari significa tagliare la democrazia e gli spazi di rappresentanza. Se davvero si volessero cancellare i privilegi dei politici si dovrebbero tagliare drasticamente gli stipendi dei parlamentari, non il loro numero. Si dovrebbero cancellare i vitalizi e tutti i privilegi di deputati e senatori. La retorica populista vorrebbe invece farci credere che votare SÌ al referendum significa colpire la ‘casta’ dei politici. In realtà quasi tutta la ‘casta’ politica voterà SÌ al referendum costituzionale. Voteranno infatti SÌ quasi tutti i partiti presenti in parlamento: i 5 stelle, il PD, la Lega e Fratelli d’Italia. Questi signori che godono di enormi privilegi perché non si tagliano il loro stipendio invece di tagliare la rappresentanza democratica? Se si tagliassero gli stipendi e si abolissero i privilegi dei parlamentari si risparmierebbe molto di più rispetto al taglio del numero dei parlamentari.

Facendo campagna referendaria per il SÌ i politici della borghesia vorrebbero farci credere di essere ‘contro la casta’. In realtà la vittoria del SÌ non farebbe che rafforzare le cricche di partito. Meno parlamentari infatti sono più facilmente corruttibili da parte dei grandi gruppi economici del capitalismo e delle mafie. Non è un caso che lo stragista fascista Licio Gelli, capo della P2 e mandante della strage della stazione di Bologna del 1980, avesse fra i suoi obiettivi una drastica riduzione del numero dei parlamentari, per attaccare la democrazia e controllare meglio i politici.

Per questo voterò NO, pur non avendo nessuna illusione nel parlamentarismo e nella ‘democrazia’ borghese, che è una falsa democrazia. A prescindere dal numero dei parlamentari il parlamento rimarrà sempre espressione della dittatura dei capitalisti e non rappresenterà mai i lavoratori.

Da socialista e da marxista lotto per una forma superiore di democrazia, una democrazia socialista basata sul potere dei consigli dei lavoratori. Nella democrazia socialista i politici sarebbero eletti dal popolo e revocabili in qualsiasi momento, inoltre non avrebbero nessun privilegio e prenderebbero uno stipendio pari a quello di un operaio specializzato. Credo però che i socialisti debbano difendere tutti gli spazi democratici anche all’interno del capitalismo, per questo pur senza avere illusioni nel parlamento borghese mi oppongo al taglio della rappresentanza democratica.

Chiediamo che gli stipendi dei parlamentari vengano tagliati drasticamente e che siano cancellati i vitalizi e tutti i privilegi dei politici. Chiediamo anche una legge proporzionale pura, che garantisca a tutti una rappresentanza democratica. No al piano antidemocratico di Licio Gelli! Difendiamo la rappresentanza democratica!

Amadori Massimo