Sulle quattro giornate di Napoli

Il 27 settembre del ’43 cominciarono le 4 giornate di Napoli: il popolo napoletano insorse contro i nazifascisti, che furono cacciati dalla città in 4 giorni. In questo modo Napoli si liberò da sola dai nazifascisti, prima dell’arrivo degli alleati. Fu una vera e propria insurrezione popolare, proletaria e spontanea, alla quale parteciparono tutti: uomini, donne e bambini, soldati italiani sbandati e militanti antifascisti.

Alla guida dell’insurrezione fu posto un comitato rivoluzionario, composto da comunisti antistalinisti e antitogliattiani, socialisti e anarchici. Si ricostituì la CGL rossa, guidata dal marxista rivoluzionario Enrico Russo, in opposizione al PCI stalinista di Togliatti. Alla rivolta parteciparono anche i ‘femminielli’, le transessuali napoletane. Si trattò del più grande episodio della Resistenza nel sud Italia. Il popolo napoletano sconfisse da solo la Wermacht, il più potente esercito del mondo, dimostrando che sarebbe stato possibile liberare l’Europa dal nazifascismo tramite insurrezioni popolari e rivoluzionarie, senza bisogno dei sovietici e degli anglo-americani, che anzi fecero di tutto per evitare insurrezioni proletarie e popolari contro il nazifascismo, essendo consapevoli che queste insurrezioni avrebbero potuto sfociare in una rivoluzione socialista.

Lungi dall’aiutare la lotta dei popoli europei contro il nazifascismo gli alleati attuarono bombardamenti indiscriminati contro la popolazione civile, sterminando centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini inermi, fra cui migliaia di civili napoletani. Viva la lotta del popolo napoletano contro il nazifascismo! Viva le 4 giornate di Napoli! Viva la Resistenza!

Amadori Massimo