Ricordando Pietro Tresso a 128 anni dalla sua nascita

Il 3 gennaio del 1893 nasceva a Magrè di Schio, in provincia di Vicenza, il rivoluzionario italiano Pietro Tresso. Di famiglia operaia Pietro Tresso fu attratto sin da giovanissimo dalle idee socialiste e divenne un sindacalista. Ammiratore di Lenin e della rivoluzione bolscevica nel 1921 Tresso fu fra i fondatori del Partito Comunista d’Italia (PCd’I), assieme ad Antonio Gramsci e ad Amadeo Bordiga. Fu particolarmente legato ad Antonio Gramsci, tanto umanamente quanto politicamente. Nei primi anni Venti subì violente persecuzioni da parte dei fascisti e fu picchiato dagli squadristi. Nonostante le intimidazioni dei fascisti continuò a fare lavoro sindacale e proseguì la sua militanza comunista. Con l’avvento del regime fascista organizzò l’attività clandestina del PCd’I, venendo più volte arrestato. Decise quindi di emigrare in Francia per sfuggire alle persecuzioni fasciste. Nel 1930 fu espulso dal Partito comunista italiano assieme a Leonetti e Ravazzoli, a causa delle sue critiche alla politica di Stalin e del gruppo dirigente stalinista guidato da Togliatti. Successivamente divenne trotskista e assieme a Leonetti e Ravazzoli creò la Nuova Opposizione Italiana (NOI), aderendo all’opposizione di sinistra internazionale, guidata da Trotsky. Nel 1938 Tresso partecipò alla fondazione della Quarta internazionale, l’organizzazione socialista rivoluzionaria diretta da Trotsky. Dopo l’occupazione nazista della Francia nel 1940 Pietro Tresso e gli altri trotskisti dovettero affrontare contemporaenamente la repressione stalinista e nazifascista. Tresso prese parte al movimento clandestino contro gli occupanti nazisti, aderendo alla Resistenza francese contro il nazifascismo. Braccato dalla Gestapo nel 1942 fu catturato dai nazifascisti e rinchiuso in carcere assieme ad altri trotskisti. Nell’ottobre del 1943 Tresso fu liberato dai partigiani stalinisti, che però pochi giorni dopo lo assassinarono assieme ad altri partigiani trotskisti. Non sappiamo se il suo assassinio fu deciso da Togliatti, dai dirigenti del Partito comunista francese o da Stalin in persona. Quel che è certo è che fu assassinato dagli stalinisti, in quanto trotskista e dirigente della Quarta Internazionale. Il barbaro omicidio di Tresso fu uno dei tanti crimini commessi dallo stalinismo contro i marxisti rivoluzionari. Oggi la memoria di Pietro Tresso vive in tutti i rivoluzionari socialisti che lottano contro la barbarie del capitalismo. La sua coerenza di rivoluzionario sempre fedele agli ideali socialisti e per questo braccato per tutta la vita dagli stalinisti e dai fascisti fa di lui una delle figure più belle che il movimento socialista abbia mai avuto. Pietro Tresso vivrà per sempre nelle memoria del movimento operaio, i suoi assassini stalinisti invece sono finiti nella pattumiera della storia.

Massimo Amadori