In 10 Punti

Indice

1. Scuola e Università
2. Lavoro
3. Servizi pubblici
4. Antifascismo
5. Ambiente
6. Diritti Civili
7. Pace
8. Internazionalismo
9. Rivoluzione
10. Socialismo

1. Scuola e Università
Resistenze Internazionali si batte per un’istruzione pubblica, laica, gratuita e di qualità. Lottiamo contro tutte quelle riforme che si pongono nell’ottica di privatizzare pezzi di istruzione pubblica permettendo ai privati di intervenire nell’offerta didattica, ad esempio entrando nei consigli d’amministrazione delle università. Lottiamo per l’abrogazione di tutte le controriforme della scuola a partire dalla riforma Gelmini e dalla Buona Scuola di Renzi. In particolar modo lottiamo per l’abolizione immediata dei tirocini gratuiti previsti dall’alternanza scuola lavoro. Tutte le attività lavorative prestate a scuola devono essere facoltative e retribuite.
Allo stesso modo, lottiamo per un’Università popolare al servizio degli interessi degli studenti, slegata dalla logiche di profitto e di mercato. Vogliamo una università che permetta il libero sviluppo di tutti gli studenti, senza barriere o distinzioni di classe. Vogliamo una università democratica, senza baroni o ‘Magnifici Rettori’ vogliamo una università che guarda agli interessi di tutti gli studenti sopratutto di quelli che sono costretti a lavorare per permettersi gli studi. Vogliamo un’Università nella quale i tirocini siano facoltativi e gratuiti.
Rivendichiamo l’immediata messa in sicurezza di tutti gli istituti scolastici e l’immediata assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari. Lottare per un insegnamento pubblico e di qualità significa anche lottare per una scuola e una università più giusta e senza barriere sociali. Queste non possono essere ottenute e mantenute dentro una società senza giustizia sociale, divisa da barriere di classe come da un reticolo di filo spinato. Per questo un’altra scuola e un’altra Università sono possibili soltanto dentro un’altra organizzazione del sistema sociale. Cioè in una società alternativa al capitalismo che abolisca lo sfruttamento degli esseri umani, le guerre, la povertà, le disuguaglianze sociali e i disastri ambientali.

2. Lavoro
Quelli di noi che non riescono ad entrare nel mercato del lavoro sono costretti ad accettare condizioni di lavoro sempre più precarie senza tutele con contratti bidone. Contratti di collaborazione, a progetto, tirocini gratuiti, apprendistato oltre ai 30 anni ecc…
I giovani e i disoccupati vengono usati come ‘eserciti di riserva’ tenuti fuori dal mercato del lavoro, senza tutele, senza garanzie, senza sussidi di disoccupazione. Per porre fine a questo stato di cose, rivendichiamo la fine del lavoro interinale, l’abolizione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro adottate dai governi di centrodestra e centrosinistra in questi anni.
Lavorare meno lavorare tutti. Per permettere ai giovani di trovare un lavoro chiediamo l’introduzione della settimana lavorativa di 30 ore, la redistribuzione del lavoro disponibile a parità di salario e condizioni è l’unico mezzo con il quale sconfiggere la disoccupazione. Rivendichiamo un salario minimo intercategoriale garantito e una paga minima oraria di 10 euro. Lottiamo per un reddito dignitoso per chi è disoccupato o chi non può lavorare.

3. Servizi pubblici
Il capitalismo trasforma ogni cosa in merce. Per questo motivo le ferrovie, le autostrade, le compagnie aeree sono ormai gestite da privati che rispondo esclusivamente ai loro azionisti. Resistenze Internazionale si batte per un sistema integrato di trasporto pubblico garantito e di qualità per tutti gli utenti. La costruzione di una rete unificata di trasporti permetterebbe di superare la dipendenza dall’auto, di migliorare sensibilmente la qualità della vita di noi tutti e di creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Allo stesso modo lottiamo per una sanità gratuita e di qualità finanziata attraverso la fiscalità generale. Lottiamo per l’introduzione di una rete di asili nido gratuiti per venire incontro alle necessità delle donne lavoratrici. Ci battiamo per la ripubblicizzazione di tutte le aziende privatizzate o in via di privatizzazione. Lottiamo per la nazionalizzazione dei settori chiave dell’economia: banche, industria, telecomunicazioni, energia, trasporti, da mettere sotto il controllo e la gestione democratica degli utenti e dei lavoratori del settore.

4. Antifascismo
La crisi del capitalismo e l’inadeguatezza delle sinistra tradizionale costituiscono un terreno fertilissimo per le destre che cavalcano il malcontento popolare e diffondono le loro idee reazionarie di odio e discriminazione. Partecipiamo e promuoviamo convintamente a tutte le iniziative antifasciste e antirazziste. Lottiamo contro tutto quello che ci divide : il razzismo, il sessismo, l’omofobia, a partire dai luoghi di studio e di lavoro. Solo una società liberata dalle discriminazioni e dallo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano sarà una società veramente libera ed eguale.

5. Ambiente
Senza una politica industriale, un piano nazionale dell’energia, dei trasporti e dei rifiuti diretti dallo Stato e sotto il controllo democratico di chi lavora, tutti questi ambiti continueranno a essere gestiti in modo anarchico a danno dei lavoratori, degli utenti dei servizi, dell’ambiente e della salute pubblica. La soluzione ai problemi ambientali non può essere demandata a ‘campagne di sensibilizzazione’ dei cittadini e delle istituzioni o ad accordi tra Stati come il protocollo di Kyoto o l’accordo di Parigi sul clima che sono destinati a rimanere chiusi nei cassetti dei ministri competenti. Senza un controllo dal basso della produzione e dei settori ambientalmente sensibili il mondo è destinato a marciare verso la catastrofe ecologica.
Resistenze Internazionali chiede di investire nella sostituzione progressiva e razionale dei combustibili ad alto impatto ambientale con energie pulite e sicure, come ad esempio quelle rinnovabili e per una gestione razionale ed ecocompatibile del ciclo dei rifiuti e dei trasporti. Lottiamo per un piano di lavori straordinari per la manutenzione del territorio per prevenire i danni provocati ormai regolarmente da frane, alluvioni e altre calamità naturali e per la messa in sicurezza delle industrie inquinanti.

6. Diritti Civili
Lottiamo contro ogni forma di discriminazione per motivi etnici, religiosi, legati al sesso e agli orientamenti sessuali, alla disabilità, alla malattia e per garantire a tutti, indipendentemente dal genere e dalla condizione, l’accesso al lavoro e all’autonomia economica. Siamo contrari a qualsiasi intervento dello Stato nella sfera delle libertà individuali fondamentali, dalla libertà d’opinione alla libertà di decidere liberamente della propria vita. Chiediamo la cancellazione dell’impunità, delle esenzioni e delle rendite di posizioni garantite alla Chiesa Cattolica dal Concordato.

7. Pace
Contro ogni forma di dominazione imperialistica e coloniale dei popoli da parte di potenze straniere, contro ogni forma di ingerenza militare, economica, diplomatica, incluse quelle attuate per ‘ragioni umanitarie’ e contro l’oppressione delle minoranze etniche, linguistiche e religiose. Per questo motivo, lottiamo per il ritiro immediato dei soldati italiani impegnati all’estero e per una drastica riduzione delle spese militari a favore della spesa sociale e degli investimenti produttivi.
La guerra e lo sfruttamento economico sono la prima causa del fenomeno dell’immigrazione di milioni di persone che non lasciano i propri paesi volontariamente, ma perché spesso non hanno alternativa e vengono utilizzati dal capitalismo internazionale per importare forza lavoro a basso costo e fortemente ricattabile nei paesi più sviluppati.
Spesso questo fenomeno innesca una guerra tra lavoratori immigrati e lavoratori locali, una guerra che si risolve a esclusivo beneficio delle imprese. Per sventare questa guerra tra poveri è necessario introdurre il principio ‘stessa paga per stesso lavoro’. Nessun lavoratore deve poter essere ricattabile con la minaccia di essere sostituito da lavoratori ‘meno costosi e più ricattabili’.
Siamo per l’uscita immediata dell’Italia dalla Nato e per lo smantellamento immediato delle basi militari americane presenti sul territorio italiano. Siamo contro l’Unione Europea, perché è un progetto funzionale agli interessi del grande capitale portato avanti a spese dei lavoratori e del ceto medio. Siamo favorevoli a una confederazione su base volontaria e socialista dei paesi europei.

8. Internazionalismo
Resistenze Internazionali fa parte di una rete mondiale di collettivi e organizzazioni anticapitaliste coordinate attorno al Comitato per un’Internazionale dei Lavoratori (CWI).
Siamo internazionalisti perché viviamo in un mondo globalizzato in cui gli interessi della classe lavoratrice sono contrapposti a quelli delle classi dirigenti nazionali. Le condizioni di sfruttamento dei lavoratori non hanno né confini né colori nazionali, ma sono inseriti all’interno di un sistema capitalistico globale basato sullo sfruttamento del lavoro del 99 % della popolazione per l’arricchimento dell’1 %. L’unico modo per cambiare radicalmente il funzionamento della società è unire le lotte di tutti coloro che vivono le stesse condizioni di precarietà e combattono per il superamento dello sfruttamento di classe e delle contraddizioni intrinseche al capitalismo.

9. Rivoluzione
In un mondo e in una società nella quale 8 persone detengono la ricchezza complessiva di mezza umanità non può esservi nessun tipo di giustizia sociale. Soltanto l’abolizione della proprietà privata sui mezzi di produzione e la pianificazione democratica dell’economia può creare le condizioni per una distribuzione più equa delle risorse del pianeta.
La lotta contro il sistema capitalistico e la costruzione di un sistema sociale basato sul controllo democratico e pianificato dell’economia non possono essere portate avanti e raggiunte attraverso le riforme sociali.
La conquista di diritti parziali attraverso l’ottenimento di riforme ‘concesse’ dalla classe dirigente nazionale sono vittorie parziali che, come dimostra l’attuale pesante attacco ai diritti dei lavoratori, degli studenti e dei pensionati, in tempi di cambiamento di rapporti di forza vengono smantellate pezzo dopo pezzo. Il riformismo intrappola la lotta dei lavoratori per i propri diritti in un eterno gioco di equilibri in cui si fanno due passi avanti e tre indietro. Per questo è difeso con forza dai partiti borghesi di ogni colore , anche da quelli più progressisti e di sinistra.
Noi sosteniamo la necessità di una rottura rivoluzionaria che possa portare la classe lavoratrice a conquistare il potere politico e costruire una vera democrazia, in cui le ricchezze vengano prodotte e distribuite in funzione delle necessità della collettività e non per il profitto di singoli individui.

10. Socialismo
Soltanto la rivoluzione, vale a dire la conquista del potere politico da parte dei giovani e dei lavoratori permetterà la distruzione dello stato borghese e creerà le condizioni per la nazionalizzazione del sistema bancario e finanziario oltre che delle leve centrali dell’economia. La nazionalizzazione dei mezzi di produzione e la pianificazione democratica dell’economia creeranno le condizioni per lo sviluppo di una società dell’abbondanza nella quale il libero sviluppo del singolo sarà la condizione per il libero sviluppo di tutti. Chiamiamo Socialista quella società che avrà abolito lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la guerra, le discriminazioni e la povertà.